Vendemmia 2017: è tempo di fare un bilancio

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Vendemmia 2017: è tempo di fare un bilancio

Una vendemmia di buona qualità con poca quantità.

 

Il 2017 registra una delle rese più basse di sempre (la seconda più bassa in Italia dal Dopoguerra ad oggi), registrando un brusco -40% rispetto ai valori medi.

Come negli ultimi anni, anche questa annata è stata molto calda e le precipitazioni scarse, con influenze significative sulla maturazione dei grappoli.

Per alcune vigne in particolare, i danni delle grandinate di tarda primavera sono stati altamente compromettenti: nel nostro caso, l’etichetta di Dolcetto d’Alba San Cristoforo quest’anno non verrà imbottigliata in quanto il vigneto ha registrato un -85% di raccolto.

 

L’influenza dell’andamento climatico sulla vendemmia

L’annata è iniziata con un inverno mite e contraddistinto da poche nevicate, mentre durante la primavera ci sono state alcune piogge e temperature al di sopra delle medie stagionali che hanno portato le viti a svilupparsi in anticipo. Nonostante alcuni sbalzi termici tra aprile e maggio, le gelate e le grandinate, la situazione si è stabilizzata con l’inizio dell’estate, garantendo ottime condizioni fitosanitarie per lo sviluppo in vigna.

A fine estate il leggero abbassamento delle temperature, con sbalzi termici importanti tra il giorno e la notte, ha influito sull’accumulo dei profumi, soprattutto delle uve bianche. Le uve Nebbiolo e Barbera hanno inoltre registrato valori buoni in termini di accumulo di antociani e tannini, elementi essenziali per garantire un buon invecchiamento ai vini rossi.

Le gradazioni alcoliche sono elevate ma non al di fuori della media: la vite ha infatti interrotto i suoi processi metabolici nel periodo più caldo, arrivando  alla vendemmia con valori regolari.

Soddisfacenti sono stati anche i valori del pH, mentre l’acidità è risultata inferiore a quella del 2016 , date le alte temperature e l’ottima maturazione dei grappoli.

Come in ogni annata asciutta, la resa dei vigneti è stata molto inferiore rispetto alla media, ma l’uva raccolta ha presentato acini sani e ben maturi, con una percentuale mosto-bucce nella media.

Anche la vendemmia è stata una delle più precoci degli ultimi anni: la raccolta delle uve è partita con largo anticipo rispetto alla media, e da Ferragosto in poi siamo stati impegnati nei filari di Chardonnay, Moscato, Dolcetto e così via per chiudersi con il Nebbiolo verso il 20 Settembre, un record di anticipo della raccolta.

La pianta della vite ci stupisce sempre: nonostante le condizioni meteo siano talvolta estreme, riesce sempre a trovare nelle sue radici la forza di reagire e darci un’uva splendida. Ora il mosto ribolle in cantina e ora tocca a noi interpretare al meglio la materia prima, per farvi presto assaggiare vini di grande qualità! ;)

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